INTRODUZIONE AI MITI E ALLE STELLE
L'Argimosco (o Argimusco) è una vasta contrada del Comune di Montalbano Elicona sita a 1200 mt. Dal luogo si gode uno splendido panorama che spazia tra le Isole Eolie e l'Etna. L'area è caratterizzata da numerose grandi strutture rocciose rassomiglianti a varie forme umane e animali. I megaliti sono in relazione con le costellazioni celesti, non in allineamento, come negli altri siti megalitici del mondo, ma quale SPECCHIO delle stesse costellazioni. In particolare tutte le costellazioni poste sulla linea dell’orizzonte si specchiano “toccando” quasi sul terreno le proprie controfigure megalitiche sull’Argimosco. Utilizzando il programma “Stellarium” o altri programmi simili chiunque può al PC verificare la precisa coincidenza tra i megaliti e le costellazioni dopo il tramonto nei mesi di maggio, giugno e luglio tra il 1.300 d.C. e il 1.700 d.C. (e ancora oggi). Le costellazioni coincidono nell’ordine di dieci su dieci (Cigno, Freccia, Aquila, Serpente, Ofiuco, Vergine, Leone, Corvo, Idra e Cratere) e sono poste nello stesso ordine e sequenza, con l’eccezione di una costellazione a sud (Libbra) coperta alla vista dal maestoso profilo dell’Etna.
Tutte le costellazioni sono state catalogate in epoca ellenistica dall’astronomo Tolomeo. In alto sul megalite della Vergine insiste un sestante di pietra utilizzato per le misurazioni delle fasi lunari per finalità mediche.
All’ingresso vi sono, poi, altre “firme” degli autori del sito. I megaliti, da altri considerati quali simboli sessuali legati a riti per la fertilità, sono, invece, la perfetta riproduzione di simboli (pellicano, civetta, vaso alchemico, etc.) della segreta Confraternita cristiana medievale dei Rosacroce, di cui si hanno testimonianze fino a tutto il 1700. Documenti del 1282, del 1308 e del 1352 testimoniano una frequentazione del sito da parte dei re Aragonesi ed, in particolare, da parte di Federico III d’Aragona che mandava dall'Argimosco i propri documenti diplomatici. Il medico di Federico era Arnaldo da Villanova, ovvero l’alchimista più noto dell’Europa medievale, che sarebbe stato sepolto proprio nel castello di Montalbano. Arnaldo avrebbe curato Federico, non solo con le salubri acque del luogo, ma anche con la mitica “Pietra Filosofale”, per la cui produzione lui andava famoso. Mappe geografiche del 1600 e del 1700 indicano il sito con la stessa rilevanza di un Comune di media importanza. Nobili locali e non, alchimisti, e, secondo le leggende locali, streghe avrebbero frequentato i luoghi. Questo perché la funzione del sito sarebbe stata legata alle misteriose (ma ben documentate) pratiche Rosacroce per la completa rigenerazione del corpo fisico.
Chi non crede nelle leggende può comunque, godersi i luoghi immersi tra suggestivi panorami e alti megaliti, quelli sì veramente “magici”.
Paul Devins
